Il borgo di Vallecchia (da “Vallicula” – “Vallecole”) sorse in epoca sconosciuta intorno all’omonimo castello e alla sua chiesa intitolata a S.Stefano, una delle prime Pievi della Versilia appartenenti entrambi al feudo dei nobili di Vallecchia, discendenti del Visconte Fraolmo
come i nobili di Corvaia che nel 1219 diverranno comproprietari del castello. Alcuni anni dopo i lucchesi penetrarono in Versilia e per loro iniziò il declino, che culminò nel 1225 con la messa al bando dei nobili versiliesi che si rifiutarono di giurare fedeltà a Lucca.
Vallecchia viene citato per la prima volta in una pergamena del 10 maggio 843, nella quale il Vescovo di Lucca Berengario, allivellò dei beni locati in “Vallicula” ad un certo Rodiperto. Successivamente in un altro documento redatto nell’882 il Vescovo Gherardo allivellò dei beni posti in “Vallecole” a Cunerardo del fu Causeramo
In questi primi documenti viene sempre nominata la località dove sono posti i beni allivellati (case e terreni appartenenti alla chiesa di Vallecchia) e mai il suo castello, bisogna giungere al 1170 per averne notizia, in quell’anno al suo interno “Castrum Vallecchia” venne stipulato un contratto.
La caduta dei suoi feudatari avvenuta nel XIII secolo (in seguito alla decisiva spedizione militare lucchese in Versilia), coincise con la fondazione di Pietrasanta. La costruzione dei palazzi nella nuova cittadina versiliese contribuì notevolmente ad aumentare la richiesta di escavazione dei marmi, nelle vicine cave di Solaio e il borgo iniziò il suo sviluppo edilizio, lungo la riva sinistra del torrente proveniente da Solaio, che lo portò a diventare un importante crocevia economico della Versilia.
Il paese di Vallecchia con l’instaurazione della Vicaria di Pietrasanta ad opera dei lucchesi, finirà definitivamente sotto la giurisdizione di Pietrasanta condividendone le sorti fino ai nostri giorni.